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Spese notarili per l’acquisto della prima casa: cosa c’è da sapere?

Spese notarili per l’acquisto della prima casa: cosa c’è da sapere?

L’acquisto di un immobile è un passo molto importante, che necessita di un’accurata preparazione: in questi casi, avere al proprio fianco una figura specializzata, come quella del notaio, è fondamentale. Tuttavia, ciò prevede alcuni costi, che variano a seconda dell’entità dell’operazione immobiliare: in questo articolo, vi spiegheremo nel dettaglio a quanto ammontano le spese notarili per l’acquisto della prima casa (leggi qui per sapere quali sono i requisiti per ottenere il mutuo), a chi spettano e quali compiti spettano, nello specifico, al professionista.

Dunque, se state pensando di comprare casa nell’immediato, prendete nota per arrivare con maggiore consapevolezza al momento della firma (prendete nota anche di quale documentazione è necessaria per completare l’acquisto con successo)!

A quanto ammontano le spese notarili per l’acquisto di una casa?

Le spese fisse che dovrete prepararvi ad affrontare, nel momento dell’acquisto di una casa o di un appartamento, sono le seguenti:

  • imposta catastale: pari a 50 euro;
  • imposta ipotecaria: pari a 50 euro.

Vi sono anche dei costi variabili, ovvero:

  • imposta di registro: pari al 9% del valore catastale dell’immobile;
  • L’imposta di registro cala al 2% nel caso dell’acquisto della prima casa.

quali sono le spese notarili per acquistare casaIl valore catastale di un immobile si calcola moltiplicando la rendita catastale per 115,5 (nel caso della prima casa) o 126 (per la seconda).

I suddetti costi valgono in caso di compravendita tra privati, mentre, se l’affare coinvolge anche un’impresa (se, ad esempio, acquistate un immobile direttamente dal costruttore), le cose cambiano leggermente.

I costi delle imposte salgono, infatti, a 200 euro, ai quali dovrete sommare l’imposta ipotecaria (altri 200 euro) e le spese legate all’IVA, che variano dal 4 al 22%, a seconda del tipo di compravendita che effettuerete.

L’aliquota IVA cambia, infatti, in base al tipo di immobile:

  • 4% del prezzo totale dell’immobile, per la prima casa;
  • 10% del prezzo totale dell’immobile, per la seconda casa;
  • 22% del prezzo totale dell’immobile, per un’abitazione di lusso.

Non dimentichiamo, infine, il compenso del professionista: il notaio richiede, difatti, un onorario per la stipula del contratto e dei documenti.

Chi paga spese notarili acquisto prima casa: a chi spettano?

Le spese notarili per l’acquisto della prima casa spettano al compratore. Per tale ragione, è bene calcolare tali costi prima di concludere la trattativa, al fine di avere ben chiaro quanto dovrete versare per l’affare.

Tuttavia, come vedremo, una parte di queste spese può essere detratta dalla dichiarazione dei redditi ai fini IRPEF, secondo quanto sancito dalla Legge di Stabilità del 2016 e riconfermato dalla Finanziaria del 2017.

Dove inserire le spese notarili nel 730?

acquisto prima casaLe spese notarili, ovvero i costi del rogito e i cosiddetti ‘oneri accessori’ (vale a dire le tariffe per la perizia di valutazione o per ottenere un mutuo), possono essere detratti al 19% nella dichiarazione dei redditi.

Stesso discorso vale per le spese di intermediazione (generalmente dal 2 al 4% del valore della casa).

I dati vanno indicati nella sezione I del quadro E,  al rigo E7.

Attenzione: tali costi non devono superare la quota massima di 4000 euro. Inoltre, tale agevolazione è valida limitatamente per l’acquisto della prima casa (dunque, di un un immobile a scopo abitativo sito nel Comune di Residenza, che diventerà la vostra abitazione entro un anno dal rogito).

Quali spese notarili si possono detrarre?

Nello specifico, le spese notarili che potrete detrarre dalla vostra dichiarazione dei redditi sono quelle legate all’onorario del professionista ed ai costi necessari per ottenere un mutuo. Al contrario, non rientrano nella fattispecie le imposte catastali, ipotecarie e di registro.

Cosa succede, invece, per l’IVA, in caso di acquisto da costruttore?

Fino a dicembre del 2017, per i contribuenti, era possibile detrarre fino al 50% delle spese versate per l’IVA per l’acquisto di prime abitazioni di nuova costruzione o con classificazione energetica di tipo A e B. Purtroppo, tale agevolazione non è stata riconfermata per l’anno 2018.

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